martedì 23 maggio 2017

Quando è nata la salsa Barbecue?



La salsa barbecue (spesso abbreviata con BBQ) è una salsa comunemente utilizzata come condimento e applicata sulla carne cotta alla griglia nella modalità barbecue. Il suo nome rievoca gli Stati Uniti e il suo sapore è intrinseco dell'antico e rustico West!

Ma quando è nata? Essa trova origine nella normale evoluzione dell'uomo e del suo modo per cucinare e conservare il cibo, basti pensare che generalmente il cibo particolarmente secco veniva spesso reidratato mettendolo in acqua o in alcune salse e succhi. Testimonianze sull'uso delle salse in generale si hanno fin dall'impero Cinese e Romano, e in seguito in alcuni scritti latini si parlava di salse a base d'olio, erbe e formaggio. Tra il IV e V sec. A.C. risale "Apicius" una raccolta di ricette romane che riporta ben 100 salse da abbinare al cibo, tra cui una salsa di pesce molto simile all'attuale salsa Worchestershire.

E' in realtà la scoperta dell'America che fa conoscere a Cristoforo Colombo il connubio tra salse e barbecue: i locali chiamavano barbacoa un tipo di cucina simile all'attuale barbecue che divenne anche il nuovo modo per gli esploratori di conservare i cibi. Si usavano vino, malto, aceto, sale ed erbe per ridare vita al cibo affumicato al barbacoa. In seguito è cominciata l'epoca della colonizzazione, i popoli europei hanno importato la loro cultura e il loro stile di vita.
Probabilmente è il popolo francese che per primo ha creato una salsa molto simile a quella BBQ, ma molto più burrosa, ma la senape del popolo tedesco diede ulteriori influenze.

Nel 1867, con l'uscita di "Mrs. Hill new cook Book" si ha la prima vera ricetta scritta per la salsa barbecue. Giusto alla fine della guerra civile, quando gli schiavi la usavano per condire le pietanze.
Gli anni passano e nascono sempre più ricette, i gusti delle persone cambiano e si evolvono.

La prima standardizzazione storica della sua ricetta avvenne contemporaneamente con la sua commercializzazione, nel 1926, ma divenne popolare soprattutto dopo che la H. J. Heinz Company ne realizzò una propria versione industriale, nel 1948.
Si dice che la vera salsa barbecue è quella dolce e a base di ketchup in stile Kansas city, che corrisponde alla maggior parte delle salse in commercio, ma in realtà ogni stato degli USA ha una sua personalissima ricetta che abbinata ai piatti locali risultano essere delle vere prelibatezze.

-----------

Pronti per fare un viaggio nel lontano Texas?

Quattro serate divertenti insieme a Daniela De Biasio e Devis Stefanon a ritmo di musica country, salsa barbecue e cupcakes in cantina Perlage!

La prima parte della lezione sarà dedicata ai balli di gruppo, mentre nella seconda ci sarà una degustazione di alcuni piatti tipici americani abbinati ai nostri vini.

Le date:
5 giugno 2017
12 giugno 2017
19 giugno 2017
26 giugno 2017

Orario: dalle 20:00 alle 22:00.

Per maggiori info clicca qui



fonte: "The History of Barbecue Sauce" 
 

lunedì 8 maggio 2017

Stuzzichini veloci per l'aperitivo


L'etimologia della parola non lascia alcun dubbio: viene definito aperitivo, dal latino aperitivus (che apre), una bevanda in grado di stimolare e, dunque, “aprire” la sensazione della fame.
E' ormai un rito vero e proprio che normalmente si svolge dalle 18 alle 21, come pre-cena o pausa relax post lavoro. E' un modo perfetto per interagire, condividere i momenti belli della giornata e talvolta sfogarsi per le situazioni di tensione che ci circondano.

Qui di seguito vi consigliamo delle ricette molto semplici e sfiziose per accompagnare i vostri aperitivi, sia che vogliate brindare con un buon Prosecco Bio o con un Negroni!


Crostini con pesto e pomodoro confit
Pesto
100g basilico
30 g pinoli
100g parmigiano
150ml olio
1 spicchio d’aglio
sale
pepe

Frullare dolcemente tutti gli ingredienti e correggere di sale e pepe.

Pomodorini
350 g Pomodorini datterini
sale
pepe
olio
origano
2 chucchiaini di zucchero

Tagliare a metà i pomodorini, condirli con sale, pepe,  zucchero, origano e olio. Cuocere in forno a 160° per circa 45 minuti. Farcire i crostini con poco pesto e un pomodorino.



Tortilla con radicchio di campo e Tortilla con asparagi verdi
6 uova
50g di parmigiano
100ml di latte
100 g di radicchio di campo
sale
pepe

Pulire bene il radicchio di campo, saltarlo in una padella con poco olio. Tritarlo.
A parte sbattere le uova con il parmigiano, il latte e sale, pepe e un goccio d’olio e aggiungere il radicchio tritato.
Per la cottura in padella: scaldare bene una padella antiaderente e aggiungere un cucchiaio d’olio. Versare il composto. Abbassare la fiamma e lasciar cuocere per circa 7/8 minuti o fino quando la parte inferiore non sarà dorata. Capovolgere la tortilla con l’aiuto di un piatto, terminare la cottura dell’altro lato.
Per la cottura in forno: preriscaldare il forno a 180°, rivestire una pirofila con la cartaforno, versare il composto e infornare. Cuocere per circa 15 minuti.
Servire a pezzetti anche tiepida.


6 uova
50g di parmigiano
100ml di latte
200 g asparagi verdi
sale
pepe

Mondare gli asparagi, tagliarli a pezzetti di circa mezzo cm e saltarli in padella per circa 10 minuti, devono rimanere croccanti. A parte sbattere le uova con il parmigiano, il latte e sale, pepe e un goccio d’olio e aggiungere gli asparagi.
Per la cottura in padella: scaldare bene una padella antiaderente e aggiungere un cucchiaio d’olio. Versare il composto. Abbassare la fiamma e lasciar cuocere per circa 7/8 minuti o fino quando la parte inferiore non sarà dorata. Capovolgere la tortilla con l’aiuto di un piatto, terminare la cottura dell’altro lato.
Oppure per la cottura in forno: preriscaldare il forno a 180°, rivestire una pirofila con la carta forno, versare il composto e infornare. Cuocere per circa 15 minuti.
Servire a pezzetti anche tiepida.



Insalata fresca di cereali
(per 6 persone)
200g Olive Taggiasche sott’olio
100g capperi sotto sale
150g pomodori secchi sott’olio
3 coste di sedano
150g feta greca
500g di cereali misti (o falsi cereali: orzo, farro, grano saraceno, quinoa)
Cuocere i cereali in base alle indicazioni in etichetta.
Raffreddarli rapidamente sotto l’acqua. Sciacquare molto bene i capperi. Tagliare a pezzetti i pomodorini secchi, le coste di sedano e la feta greca. Mescolare i cereali con il resto degli ingredienti. Aggiustare di sale e pepe. Servire Fredda.

mercoledì 8 marzo 2017

Quale prosecco scelgo?

Voglio acquistare del vino Prosecco: come riconosco un prodotto autentico e di qualità?
Ecco a voi alcune Istruzioni per l'uso!

 Famoso ormai in tutto il mondo, il Prosecco è diventato il re dell’aperitivo, un rito che caratterizza la nostra italialinità. Sebbene sia noto ai più, non sempre è facile districarsi nella scelta di un buon vino  che sia conforme al protocollo di qualità e provenienza. 
Eccovi dunque un breve decalogo su quali caratteristiche fondamentali deve avere il Prosecco che acquisterete!

PROSECCO DOC O DOCG?

Chiariamo innanzitutto a cosa ci riferiamo con il termine "Prosecco DOC" e "Prosecco Conegliano Valdobbiadene DOCG".  
Dal 1° agosto 2009 con Prosecco DOC (Denominazione di Origine Controllata) intendiamo un vino prodotto in due regioni, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Il Conegliano Valdobbiadene DOCG Prosecco Superiore si riferisce invece ad un vino di Origine Controllata e Garantita prodotto in un territorio compreso tra i comuni di Conegliano e di Valdobbiadene, in provincia di Treviso (compresi i comuni di Cison di Valmarino, Colle Umberto, Farra di Soligo, Follina, Miane, Pieve di Soligo, Refrontolo, San Pietro di Feletto, San Vendemiano, Susegana, Tarzo, Vidor, Vittorio Veneto).

All'interno del comune di Valdobbiadene si estende un territorio di circa 117 ettari denominato Cartizze, che da luogo ad una sottodenominazione geografica: il Prosecco Conegliano Valdobbiadene DOCG Superiore Cartizze.

Un'altra varietà è rappresentata infine dal Prosecco prodotto nell'area dei Colli Asolani Prosecco Superiore (DOCG).

NOTIZIE SUL VITIGNO...

 Il prosecco ha una percentuale di uve provenienti dal vitigno GLERA a partire da un minimo dell'85% e da altre varietà fino a un massimo del 15% (es. Verdiso, Bianchetta trevigiana, Perera, Chardonnay, Pinot bianco, Pinot grigio e Pinot nero vinificato in bianco). 
Un buon Prosecco può esprimere il suo meglio nelle colline, in zone non troppo asciutte e protette da eventuali gelate.

COME SI PRESENTA ALLA VISTA E AL GUSTO?

Il colore è giallo paglierino dal profumo vinoso, leggero e dal sapore gradevolmente amarognolo.
Le caratteristiche organolettiche del Prosecco dipendono ovviamente dal metodo di vinificazione : tranquillo, frizzante o spumante
Il Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Spumante si presenta con un perlage fine e persistente, un colore giallo paglierino, un profumo vinoso, con note floreali e di frutta a polpa bianca, un sapore morbido, con piacevole fondo amarognolo. 

PROSECCO E SPUMANTE SONO LA STESSA COSA?

Col termine spumante indichiamo un vino dalla produzione di spuma (frizzante) dovuta alla presenza di anidride carbonica tramite metodo charmat o classico
Il prosecco non è altro che un vino spumante DOC o DOCG prodotto da un vitigno specifico, il glera e altri vitigni nelle percentuali già viste, tramite metodo Charmat.
La differenza tra prosecco e spumante sta dunque solo nella zona e nel vitigno di origine!!


QUAL E' LA DIFFERENZA TRA PROSECCO BRUT, DRY, EXTRA DRY?

Il concetto è semplice! La differenza sta nel contenuto zuccherino presente in tali vini:
  • Extra Brut: 0 - 6 grammi di zucchero per litro;
  • Brut: meno di 12 grammi di zucchero per litro;
  • Extra dry o Extra sec: 12 - 17 grammi di zucchero per litro;
  • Dry o Sec: 17 - 32 grammi di zucchero per litro.

Il Prosecco Brut esalta di più le note agrumate e vegetali. E' un vino con un sapore pieno, leggermente acidulo e lievemente fruttato, adatto per essere consumato a tutto pasto.
Il Prosecco Extra Dry ha una sapidità più marcata ma più morbida rispetto ai Brut da consumare in occasione di un aperitivo e in accompagnamento per tutti i cibi delicati e le carni bianche.
Il Prosecco Dry è un vino che accompagna meglio la frutta piuttosto che il dessert!
Il Prosecco Extra Brut è un vino che non è consentito nel disciplinare del Conegliano-Valdobbiadene DOCG ma solo dall'Asolo Prosecco Superiore. E' caratterizzato da una nota di acidità, ottimo come aperitivo ma anche come vino da pasto abbinato a primi piatti di pesce e verdure. 



E SULL'ETICHETTA?

Lo spumante DOCG della zona collinare si riconosce perché in etichetta riporta sempre il nome dell’area di produzione, Conegliano Valdobbiadene o Asolo, e può fregiarsi dell’aggettivo “Prosecco Superiore”. Ogni bottiglia è contraddistinta da una fascetta di stato
, che riporta un numero che la rende unica e tracciabile, insieme a nome e logo della denominazione.  Ulteriori info qui.

Ogni bottiglia deve recare esclusivamente il nome Prosecco ed essere commercializzato in bottiglie di vetro, non in fusti e altri contenitori alternativi.
 
Seguendo questi semplici accorgimenti potrete riconoscere un vero Prosecco degno del suo nome!!


lunedì 27 febbraio 2017

Frittelle Veneziane...alla crema!



A Venezia il Carnevale è uno dei periodi più belli dell'anno ed è caratterizzato da un fascino davvero unico. Nelle calli si riversano maschere coloratissime tipiche della tradizione, per non parlare del profumo intenso di dolcetti veneziani che si respira nell'aria. Si hanno ricordi delle festività del Carnevale sin dal 1094, sotto il dogato di Vitale Falier, in un documento che parla dei divertimenti pubblici nei giorni che precedevano la Quaresima. Durante questi giorni il mondo sembrava non opporre più resistenza e i desideri diventavano realizzabili, non c’era pensiero o atto che non fosse possibile. 

Tra i dolci tipici di Carnevale ci sono le frittelle, che noi vi proponiamo nella versione golosa con la crema pasticcera. Se seguite passo a passo la nostra ricetta il risultato è assicurato...da abbinare rigorosamente ad un Valdobbiadene Prosecco DOCG extra dry biologico!


Ingredienti:
- 400 g di farina
- 100 g di zucchero
- 30 g di burro

- 200 ml di latte
- 1 bustina di vanillina
- 1 cubetto di lievito di birra
- crema pasticcera
- olio di arachidi bio per friggere
- sale q.b.
- zucchero a velo q.b.


Procedimento
1) Sciogliete il lievito in un po' di acqua tiepida.
2) Versate la farina a fontana sul piano di lavoro, versatevi al centro l'acqua con il lievito, il burro (ammorbidito!), lo zucchero, il latte, la vanillina e un pizzico di sale.

3) Impastate il tutto, lavorando a lungo il composto in modo da amalgamare ben bene gli ingredienti.
4) Coprite l'impasto e lasciatelo lievitare per un'ora. 
5) Riscaldate l'olio fino a raggiungere la temperatura giusta per la frittura.
6) Con le mani inumidite prendete un po' d'impasto e formate delle frittelle rotonde della dimensione di una noce.
6) Immergete le vostre frittelle nell'olio e toglietele solo quando saranno belle dorate.
7) Preparate la crema pasticcera.
8) Una volta che la crema si sarà raffreddata, iniziate a farcire le frittelle.

8) Completate il tutto con un soffio di zucchero a velo.


"La stagion del Carnevale
tutto il mondo fa cambiar.
Chi sta bene e chi sta male
Carneval fa rallegrar.

Chi ha denari se li spende;
chi non ne ha ne vuol trovar;
e s’impegna, e poi si vende,
per andarsi a sollazzar.

Qua la moglie e là il marito,
ognun va dove gli par;
ognun corre a qualche invito,
chi a giocare e chi a ballar.

Par che ognun di Carnevale
a suo modo possa far;
par che ora non sia male
anche pazzo diventar.

Viva dunque il Carnevale,
che diletti ci suol dar.
Carneval che tanto vale,
che fa i cuori giubilar."
(Carlo Goldoni)


mercoledì 8 febbraio 2017

Perlage diventa partner di RafCycle

Era da anni il nostro cruccio: come recuperare e riciclare la grande quantità di bobine in carta siliconata che fa da supporto alle etichette delle nostre bottiglie?



 Ogni anno produciamo una quantità di carta siliconata pari a circa 1 tonnellata destinata fino a poco tempo fa alla discarica, essendo catalogata come "rifiuto secco indifferenziato". Una quantità crescente ovviamente in funzione del numero di bottiglie prodotte!

Da queste considerazioni, siamo andati alla ricerca di un modo per riciclare questo materiale e alla fine abbiamo scoperto RafCycle!

RafCycle è un programma innovativo di riciclo dei supporti siliconati delle etichette autoadesive utilizzate per le bottiglie. E' stato sviluppato da UPM Raflatac, una multinazionale finlandese, che ha fatto della sostenibilità ambientale il suo cavallo di battaglia.

La carta siliconata viene recuperata grazie all'azienda italiana LCI Srl e inviata alla cartiera UPM di Plattling (Germania). Qui il materiale in arrivo viene desiliconizzato per produrre nuova cellulosa e infine nuova carta UPM.


"TURN YOUR LABELSTOCK WASTE INTO A RESOURCE": questo è il concetto in sintesi di RafCycle, recuperare i supporti siliconati delle etichette e farli diventare una nuova risorsa riutilizzabile.
Un concetto strettamente in linea con la sostenibilità e la normativa ambientale in materia di gestione di rifiuti, che abbiamo fatto nostro fin da subito!

Meno rifiuti in discarica e meno emissioni di CO2. Grazie al programma RafCycle sarà possibile ridurre le nostre emissioni fino al 40% [Fonte: UPM]!

E' proprio il caso di dirlo: un punto a favore dell'ambiente!!

Per saperne di più sul programma RafCycle clicca QUI




venerdì 20 gennaio 2017

B the change: il cambiamento che vogliamo!

E’ ufficiale! A partire da dicembre 2016, Perlage Winery è entrata a far parte del movimento delle Benefit Corporation (B Corp).


Come nasce questo movimento? 

Nel 2006, Andrew Kassoy, Bart Houlahan a Coen Gilbert, tre ex studenti di Stanford e amici da più di 20 anni, hanno un’idea: far nascere un movimento di imprese in grado di usare la forza del loro business per creare un impatto positivo nella società. Nasce dunque B Lab, un’organizzazione non profit che supporta la crescita di una community di imprese (le Certified B Corp) che abbiano a cuore la sostenibilità ambientale e sociale. Uno dei loro intenti è quello inoltre di favorire lo sviluppo di una normativa ad hoc che riconosca la forma giuridica dell’impresa for benefit (Benefit Corporation) e di uno standard per la valutazione aziendale, il GIIRS (Global Impact Investing Rating System), in grado di rivolgere importanti risorse verso investimenti “impact”, cioè dedicati ad aziende strategicamente orientate alla creazione di valore collettivo.

Il movimento nato negli Stati Uniti ha visto nel tempo una continua crescita. Oggi sono 30 gli Stati USA con Washington D.C ad aver riconosciuto legalmente la forma societaria for benefit. Ma la diffusione delle imprese for benefit ha superato i confini americani avendo sempre più successo nei 5 continenti!

Ad oggi le aziende certificate BCorp sono oltre 2000, in 50 paesi e in 130 settori.

Tra queste aziende c’è anche Perlage che, certificandosi nel dicembre scorso, è entrata a far parte delle prime 50 BCorp italiane. L’italia è il primo paese europeo ad aver istituito una legge (Legge 208/2015) che riconosce lo stato giuridico di Società Benefit.

Riassumendo:
  • Benefit Corporation è una forma giuridica innovativa, sinora riconosciuta in alcuni stati federali degli Stati Uniti d’America, che si propone di rispettare alti standard di scopo, responsabilità e trasparenza;
  • B-Corp è la qualifica conseguita da un'impresa a seguito di una certificazione rilasciata da un Ente terzo (B-Lab). Una B-Corp (anche detta Certified B Corporation) è, infatti, una società che si è sottoposta volontariamente alla valutazione di B-Impact promossa dal B-Lab e ne ha ottenuto la certificazione.
  • Società Benefit è la forma giuridica innovativa introdotta dalla legge 28 dicembre 2015 n. 208 (legge di Stabilità 2016) articolo unico, commi da 376 a 386, che, pur prendendo spunto dall’esperienza americana e mondiale delle Benefit Corporation e delle B-Corp, delinea le caratteristiche di questo tipo di società all’interno dell’ordinamento civilistico italiano.
Cosa ci ha portato a intraprendere il percorso per essere BCorp? 

I principi su cui si fonda una BCorp erano già nostri da tempo. I temi come sostenibilità ambientale, etica e responsabilità verso i propri dipendenti e la comunità sono i nostri valori aziendali. La BCorp non è “solo una certificazione” ma è un modo di operare, di pensare che spinge a darsi degli obiettivi in campo sociale e ambientale. I tempi sono maturi: un’azienda deve produrre un beneficio sul territorio e sulle persone, non creare un depauperamento di risorse tendendo unicamente al profitto. Questo è il cambiamento che abbiamo sempre sostenuto fin dal 1985 quando abbiamo creduto nel biologico, sano e rispettoso dell’ambiente.



mercoledì 26 ottobre 2016

Il vino ti fa bella!


Il vino ti fa bella!




Ebbene sì il vino può donare benefici non solo bevendolo, ma anche applicandolo sulla pelle. 
Questa tecnica si sta sviluppando nelle beauty farm e prende il nome di “vinoterapia”. Sta crescendo con grande interesse dei consumatori, che affascinati  da queste nuove metodologie, richiedono questi trattamenti. 
Alcune strutture si stanno specializzando in questa terapia presentandola come la punta di diamante fra i loro trattamenti. 



La vinoterapia ha inizio nelle zone di Bordeaux in Francia dove hanno scoperto che il vino e l’uva hanno proprietà antibatteriche, calmanti, emollienti e antirughe se applicati sulla pelle. 
Soprattutto nelle uve rosse si trovano queste caratteristiche perché il tempo di fermentazione è più lungo. È stato scoperto che i polifenoli di vinaccioli d’uva sono tra i più potenti antiossidanti presenti nel mondo vegetale.

Bucce, semi e raspi sono utilizzati per ottenere creme e trattamenti all’avanguardia. Dalle uve al vino nulla è escluso in cosmetica, tutto viene utilizzato per creare prodotti antiossidanti e che aiutino a combattere l’invecchiamento della pelle. 
In questo modo si ottengono cosmetici che provengono dal mondo vegetale e quindi contengono meno sostanze chimiche che potrebbero danneggiare la nostra pelle.






Per iniziare con una vinoterapia fai da te e verificare le sue proprietà benefiche  ecco qualche consiglio:

Si può ottenere una maschera per il viso con questi semplici ingredienti:

1vasetto di yogurt bianco naturale
2 cucchiai di miele
4-5 cucchiai di vino rosso bio

Oppure uno scrub con zucchero di canna, limone e vino rosso bio.