mercoledì 8 marzo 2017

Quale prosecco scelgo?

Voglio acquistare del vino Prosecco: come riconosco un prodotto autentico e di qualità?
Ecco a voi alcune Istruzioni per l'uso!

 Famoso ormai in tutto il mondo, il Prosecco è diventato il re dell’aperitivo, un rito che caratterizza la nostra italialinità. Sebbene sia noto ai più, non sempre è facile districarsi nella scelta di un buon vino  che sia conforme al protocollo di qualità e provenienza. 
Eccovi dunque un breve decalogo su quali caratteristiche fondamentali deve avere il Prosecco che acquisterete!

PROSECCO DOC O DOCG?

Chiariamo innanzitutto a cosa ci riferiamo con il termine "Prosecco DOC" e "Prosecco Conegliano Valdobbiadene DOCG".  
Dal 1° agosto 2009 con Prosecco DOC (Denominazione di Origine Controllata) intendiamo un vino prodotto in due regioni, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Il Conegliano Valdobbiadene DOCG Prosecco Superiore si riferisce invece ad un vino di Origine Controllata e Garantita prodotto in un territorio compreso tra i comuni di Conegliano e di Valdobbiadene, in provincia di Treviso (compresi i comuni di Cison di Valmarino, Colle Umberto, Farra di Soligo, Follina, Miane, Pieve di Soligo, Refrontolo, San Pietro di Feletto, San Vendemiano, Susegana, Tarzo, Vidor, Vittorio Veneto).

All'interno del comune di Valdobbiadene si estende un territorio di circa 117 ettari denominato Cartizze, che da luogo ad una sottodenominazione geografica: il Prosecco Conegliano Valdobbiadene DOCG Superiore Cartizze.

Un'altra varietà è rappresentata infine dal Prosecco prodotto nell'area dei Colli Asolani Prosecco Superiore (DOCG).

NOTIZIE SUL VITIGNO...

 Il prosecco ha una percentuale di uve provenienti dal vitigno GLERA a partire da un minimo dell'85% e da altre varietà fino a un massimo del 15% (es. Verdiso, Bianchetta trevigiana, Perera, Chardonnay, Pinot bianco, Pinot grigio e Pinot nero vinificato in bianco). 
Un buon Prosecco può esprimere il suo meglio nelle colline, in zone non troppo asciutte e protette da eventuali gelate.

COME SI PRESENTA ALLA VISTA E AL GUSTO?

Il colore è giallo paglierino dal profumo vinoso, leggero e dal sapore gradevolmente amarognolo.
Le caratteristiche organolettiche del Prosecco dipendono ovviamente dal metodo di vinificazione : tranquillo, frizzante o spumante
Il Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Spumante si presenta con un perlage fine e persistente, un colore giallo paglierino, un profumo vinoso, con note floreali e di frutta a polpa bianca, un sapore morbido, con piacevole fondo amarognolo. 

PROSECCO E SPUMANTE SONO LA STESSA COSA?

Col termine spumante indichiamo un vino dalla produzione di spuma (frizzante) dovuta alla presenza di anidride carbonica tramite metodo charmat o classico
Il prosecco non è altro che un vino spumante DOC o DOCG prodotto da un vitigno specifico, il glera e altri vitigni nelle percentuali già viste, tramite metodo Charmat.
La differenza tra prosecco e spumante sta dunque solo nella zona e nel vitigno di origine!!


QUAL E' LA DIFFERENZA TRA PROSECCO BRUT, DRY, EXTRA DRY?

Il concetto è semplice! La differenza sta nel contenuto zuccherino presente in tali vini:
  • Extra Brut: 0 - 6 grammi di zucchero per litro;
  • Brut: meno di 12 grammi di zucchero per litro;
  • Extra dry o Extra sec: 12 - 17 grammi di zucchero per litro;
  • Dry o Sec: 17 - 32 grammi di zucchero per litro.

Il Prosecco Brut esalta di più le note agrumate e vegetali. E' un vino con un sapore pieno, leggermente acidulo e lievemente fruttato, adatto per essere consumato a tutto pasto.
Il Prosecco Extra Dry ha una sapidità più marcata ma più morbida rispetto ai Brut da consumare in occasione di un aperitivo e in accompagnamento per tutti i cibi delicati e le carni bianche.
Il Prosecco Dry è un vino che accompagna meglio la frutta piuttosto che il dessert!
Il Prosecco Extra Brut è un vino che non è consentito nel disciplinare del Conegliano-Valdobbiadene DOCG ma solo dall'Asolo Prosecco Superiore. E' caratterizzato da una nota di acidità, ottimo come aperitivo ma anche come vino da pasto abbinato a primi piatti di pesce e verdure. 



E SULL'ETICHETTA?

Lo spumante DOCG della zona collinare si riconosce perché in etichetta riporta sempre il nome dell’area di produzione, Conegliano Valdobbiadene o Asolo, e può fregiarsi dell’aggettivo “Prosecco Superiore”. Ogni bottiglia è contraddistinta da una fascetta di stato
, che riporta un numero che la rende unica e tracciabile, insieme a nome e logo della denominazione.  Ulteriori info qui.

Ogni bottiglia deve recare esclusivamente il nome Prosecco ed essere commercializzato in bottiglie di vetro, non in fusti e altri contenitori alternativi.
 
Seguendo questi semplici accorgimenti potrete riconoscere un vero Prosecco degno del suo nome!!


lunedì 27 febbraio 2017

Frittelle Veneziane...alla crema!



A Venezia il Carnevale è uno dei periodi più belli dell'anno ed è caratterizzato da un fascino davvero unico. Nelle calli si riversano maschere coloratissime tipiche della tradizione, per non parlare del profumo intenso di dolcetti veneziani che si respira nell'aria. Si hanno ricordi delle festività del Carnevale sin dal 1094, sotto il dogato di Vitale Falier, in un documento che parla dei divertimenti pubblici nei giorni che precedevano la Quaresima. Durante questi giorni il mondo sembrava non opporre più resistenza e i desideri diventavano realizzabili, non c’era pensiero o atto che non fosse possibile. 

Tra i dolci tipici di Carnevale ci sono le frittelle, che noi vi proponiamo nella versione golosa con la crema pasticcera. Se seguite passo a passo la nostra ricetta il risultato è assicurato...da abbinare rigorosamente ad un Valdobbiadene Prosecco DOCG extra dry biologico!


Ingredienti:
- 400 g di farina
- 100 g di zucchero
- 30 g di burro

- 200 ml di latte
- 1 bustina di vanillina
- 1 cubetto di lievito di birra
- crema pasticcera
- olio di arachidi bio per friggere
- sale q.b.
- zucchero a velo q.b.


Procedimento
1) Sciogliete il lievito in un po' di acqua tiepida.
2) Versate la farina a fontana sul piano di lavoro, versatevi al centro l'acqua con il lievito, il burro (ammorbidito!), lo zucchero, il latte, la vanillina e un pizzico di sale.

3) Impastate il tutto, lavorando a lungo il composto in modo da amalgamare ben bene gli ingredienti.
4) Coprite l'impasto e lasciatelo lievitare per un'ora. 
5) Riscaldate l'olio fino a raggiungere la temperatura giusta per la frittura.
6) Con le mani inumidite prendete un po' d'impasto e formate delle frittelle rotonde della dimensione di una noce.
6) Immergete le vostre frittelle nell'olio e toglietele solo quando saranno belle dorate.
7) Preparate la crema pasticcera.
8) Una volta che la crema si sarà raffreddata, iniziate a farcire le frittelle.

8) Completate il tutto con un soffio di zucchero a velo.


"La stagion del Carnevale
tutto il mondo fa cambiar.
Chi sta bene e chi sta male
Carneval fa rallegrar.

Chi ha denari se li spende;
chi non ne ha ne vuol trovar;
e s’impegna, e poi si vende,
per andarsi a sollazzar.

Qua la moglie e là il marito,
ognun va dove gli par;
ognun corre a qualche invito,
chi a giocare e chi a ballar.

Par che ognun di Carnevale
a suo modo possa far;
par che ora non sia male
anche pazzo diventar.

Viva dunque il Carnevale,
che diletti ci suol dar.
Carneval che tanto vale,
che fa i cuori giubilar."
(Carlo Goldoni)


mercoledì 8 febbraio 2017

Perlage diventa partner di RafCycle

Era da anni il nostro cruccio: come recuperare e riciclare la grande quantità di bobine in carta siliconata che fa da supporto alle etichette delle nostre bottiglie?



 Ogni anno produciamo una quantità di carta siliconata pari a circa 1 tonnellata destinata fino a poco tempo fa alla discarica, essendo catalogata come "rifiuto secco indifferenziato". Una quantità crescente ovviamente in funzione del numero di bottiglie prodotte!

Da queste considerazioni, siamo andati alla ricerca di un modo per riciclare questo materiale e alla fine abbiamo scoperto RafCycle!

RafCycle è un programma innovativo di riciclo dei supporti siliconati delle etichette autoadesive utilizzate per le bottiglie. E' stato sviluppato da UPM Raflatac, una multinazionale finlandese, che ha fatto della sostenibilità ambientale il suo cavallo di battaglia.

La carta siliconata viene recuperata grazie all'azienda italiana LCI Srl e inviata alla cartiera UPM di Plattling (Germania). Qui il materiale in arrivo viene desiliconizzato per produrre nuova cellulosa e infine nuova carta UPM.


"TURN YOUR LABELSTOCK WASTE INTO A RESOURCE": questo è il concetto in sintesi di RafCycle, recuperare i supporti siliconati delle etichette e farli diventare una nuova risorsa riutilizzabile.
Un concetto strettamente in linea con la sostenibilità e la normativa ambientale in materia di gestione di rifiuti, che abbiamo fatto nostro fin da subito!

Meno rifiuti in discarica e meno emissioni di CO2. Grazie al programma RafCycle sarà possibile ridurre le nostre emissioni fino al 40% [Fonte: UPM]!

E' proprio il caso di dirlo: un punto a favore dell'ambiente!!

Per saperne di più sul programma RafCycle clicca QUI




venerdì 20 gennaio 2017

B the change: il cambiamento che vogliamo!

E’ ufficiale! A partire da dicembre 2016, Perlage Winery è entrata a far parte del movimento delle Benefit Corporation (B Corp).


Come nasce questo movimento? 

Nel 2006, Andrew Kassoy, Bart Houlahan a Coen Gilbert, tre ex studenti di Stanford e amici da più di 20 anni, hanno un’idea: far nascere un movimento di imprese in grado di usare la forza del loro business per creare un impatto positivo nella società. Nasce dunque B Lab, un’organizzazione non profit che supporta la crescita di una community di imprese (le Certified B Corp) che abbiano a cuore la sostenibilità ambientale e sociale. Uno dei loro intenti è quello inoltre di favorire lo sviluppo di una normativa ad hoc che riconosca la forma giuridica dell’impresa for benefit (Benefit Corporation) e di uno standard per la valutazione aziendale, il GIIRS (Global Impact Investing Rating System), in grado di rivolgere importanti risorse verso investimenti “impact”, cioè dedicati ad aziende strategicamente orientate alla creazione di valore collettivo.

Il movimento nato negli Stati Uniti ha visto nel tempo una continua crescita. Oggi sono 30 gli Stati USA con Washington D.C ad aver riconosciuto legalmente la forma societaria for benefit. Ma la diffusione delle imprese for benefit ha superato i confini americani avendo sempre più successo nei 5 continenti!

Ad oggi le aziende certificate BCorp sono oltre 2000, in 50 paesi e in 130 settori.

Tra queste aziende c’è anche Perlage che, certificandosi nel dicembre scorso, è entrata a far parte delle prime 50 BCorp italiane. L’italia è il primo paese europeo ad aver istituito una legge (Legge 208/2015) che riconosce lo stato giuridico di Società Benefit.

Riassumendo:
  • Benefit Corporation è una forma giuridica innovativa, sinora riconosciuta in alcuni stati federali degli Stati Uniti d’America, che si propone di rispettare alti standard di scopo, responsabilità e trasparenza;
  • B-Corp è la qualifica conseguita da un'impresa a seguito di una certificazione rilasciata da un Ente terzo (B-Lab). Una B-Corp (anche detta Certified B Corporation) è, infatti, una società che si è sottoposta volontariamente alla valutazione di B-Impact promossa dal B-Lab e ne ha ottenuto la certificazione.
  • Società Benefit è la forma giuridica innovativa introdotta dalla legge 28 dicembre 2015 n. 208 (legge di Stabilità 2016) articolo unico, commi da 376 a 386, che, pur prendendo spunto dall’esperienza americana e mondiale delle Benefit Corporation e delle B-Corp, delinea le caratteristiche di questo tipo di società all’interno dell’ordinamento civilistico italiano.
Cosa ci ha portato a intraprendere il percorso per essere BCorp? 

I principi su cui si fonda una BCorp erano già nostri da tempo. I temi come sostenibilità ambientale, etica e responsabilità verso i propri dipendenti e la comunità sono i nostri valori aziendali. La BCorp non è “solo una certificazione” ma è un modo di operare, di pensare che spinge a darsi degli obiettivi in campo sociale e ambientale. I tempi sono maturi: un’azienda deve produrre un beneficio sul territorio e sulle persone, non creare un depauperamento di risorse tendendo unicamente al profitto. Questo è il cambiamento che abbiamo sempre sostenuto fin dal 1985 quando abbiamo creduto nel biologico, sano e rispettoso dell’ambiente.



mercoledì 26 ottobre 2016

Il vino ti fa bella!


Il vino ti fa bella!




Ebbene sì il vino può donare benefici non solo bevendolo, ma anche applicandolo sulla pelle. 
Questa tecnica si sta sviluppando nelle beauty farm e prende il nome di “vinoterapia”. Sta crescendo con grande interesse dei consumatori, che affascinati  da queste nuove metodologie, richiedono questi trattamenti. 
Alcune strutture si stanno specializzando in questa terapia presentandola come la punta di diamante fra i loro trattamenti. 



La vinoterapia ha inizio nelle zone di Bordeaux in Francia dove hanno scoperto che il vino e l’uva hanno proprietà antibatteriche, calmanti, emollienti e antirughe se applicati sulla pelle. 
Soprattutto nelle uve rosse si trovano queste caratteristiche perché il tempo di fermentazione è più lungo. È stato scoperto che i polifenoli di vinaccioli d’uva sono tra i più potenti antiossidanti presenti nel mondo vegetale.

Bucce, semi e raspi sono utilizzati per ottenere creme e trattamenti all’avanguardia. Dalle uve al vino nulla è escluso in cosmetica, tutto viene utilizzato per creare prodotti antiossidanti e che aiutino a combattere l’invecchiamento della pelle. 
In questo modo si ottengono cosmetici che provengono dal mondo vegetale e quindi contengono meno sostanze chimiche che potrebbero danneggiare la nostra pelle.






Per iniziare con una vinoterapia fai da te e verificare le sue proprietà benefiche  ecco qualche consiglio:

Si può ottenere una maschera per il viso con questi semplici ingredienti:

1vasetto di yogurt bianco naturale
2 cucchiai di miele
4-5 cucchiai di vino rosso bio

Oppure uno scrub con zucchero di canna, limone e vino rosso bio.




martedì 26 luglio 2016

I Contrasti in Cucina - Le Ricette




COMPOSTA DI PRUGNE SECCHE
Ingredienti: 
- 200 g di prugne secche, 
- 200 g di mele 
Tagliare a pezzi le mele e le prugne, aggiungere acqua quasi fino a coprirle e lasciare cuocere per circa 45 minuti.
Aggiungere un po' d'acqua ogni volta che si asciuga. Infine frullare il tutto e ridurlo in una purea.
Abbinamento: pecorino toscano

CONFETTURA DI PEPERONI
Ingredienti: 
- 500 g di polpa di peperoni, 
- 150 g di zucchero, 
- sale 
Avvolgere singolarmente i peperoni (1 kg, dal quale si ricava circa 1/2 kg di polpa) in un foglio di alluminio e infornarli per circa un'ora a 180º. Lasciarli riposare fuori dal forno e appena sono tiepidi togliete la pelle e i semi.
Cuocere la polpa con lo zucchero per circa un'ora aggiungendo acqua quando serve e a fine cottura mettere il sale.
Abbinamento: formaggio di capra (a crosta fiorita)

CONFETTURA DI CIPOLLE DI TROPEA
Ingredienti: 
- 250 g di cipolla di Tropea, 
- 70 g di aceto, 
- 100 g di zucchero 
Tagliare sottilmente le cipolle e lasciarle macerare con lo zucchero e l'aceto per 24 ore.
Cuocere la cipolla con lo zucchero e l'aceto per 45 minuti circa aggiungendo acqua quando serve. A fine cottura correggere di sale.
Abbinamento: gorgonzola piccante

GELATINA DI AGRUMI
Ingredienti:
- 500 ml di succo di agrumi,
- 1/2 cucchiaino di stevia essiccata,
- 12 g di gelatina
Mettere in ammollo la gelatina in acqua fredda, nel frattempo scaldare il succo di agrumi e aggiungere la stevia. Sciogliere la gelatina nel succo. Aspettare ci che si intiepidisca e metterla in frigo per almeno 3 ore.
Abbinamento: Monte Veronese (o vaccino stagionato)


DELICIAS DE ELCHE
 Ingredienti: 
- 20 datteri, 
- 20 mandorle, 
- 20 fette di pancetta affumicata
Togliere il seme dal dattero, metterci la mandorla e avvolgerlo nella pancetta.
La ricetta originale prevede la frittura del dattero ma si può cuocere al forno per circa 5 minuti a 180º-200º.

HAMBURGER AL BURRO DI ARACHIDI
Ingredienti: 
- 500 g di carne macinata, 
- 100 g di burro d'arachidi, 
- sale, 
- pepe 
Impastare la carne con sale, pepe e burro d'arachidi. Lasciar riposare per almeno mezz'ora in modo che l'impasto risulti meno appiccicoso.
Dare la forma di hamburger e cuocere (meglio sulla griglia) per circa 10 minuti.






SPIEDINI DI ANANAS
Ingredienti: 
- mezzo ananas, 
- 16 gamberoni, 
- 16 fette di guanciale, 
- sale, 
- pepe 
Pulire l'ananas eliminando la buccia e la parte interna. Dividerlo in spicchi e poi a pezzetti (circa 24) Pulire il gamberone togliendo zampette, carapace e intestino. Mettere poco sale e poco pepe e avvolgere ogni gamberone in una fetta di guanciale. Formare 8 spiedini (in ognuno dei quali ci saranno 3 pezzi di ananas e 2 gamberoni), cuocerli sulla griglia o in una padella antiaderente 2 minuti per lato.

SPEZZATINO ALL'ARANCIA
Ingredienti: 
- 1 kg di carne di manzo, 
- 350 g di cipolla, 
- 350 g di salsa di pomodoro, 
- 3 l di brodo di carne fatto in casa, 
- sale, 
- pepe, 
- olio, 
- 1 bicchiere abbondante di buon vino rosso, 
- paprika forte, 
- 2 arance
Tritare la cipolla a soffriggerla per circa 15 minuti a fuoco basso con abbondante olio. Rosolate la carne (tagliata a pezzi di circa 3 cm per lato) aggiungere il vino rosso, aspettare che venga assorbito dalla carne e bagnare con il brodo. Mettere la salsa di pomodoro, aggiungendo il brodo quando serve e continuare a cuocere per 3 ore circa. A fine cottura correggere di sale e pepe e insaporire con la paprika e la scorza grattugiata dell'arancia.
 


mercoledì 20 luglio 2016

Come usare i 5 sapori in cucina




Le tue papille sanno molto di più di quello che pensi: ti dicono se il piatto che stai preparando è pronto oppure se manca un tocco di qualcosa, come il sale. La tua lingua è quella che decide quali ingredienti stanno bene insieme.
Vi siete mai chiesti perché la lingua si è evoluta per riconoscere i sapori?
Ogni sapore ci dà delle informazioni importanti su quello che mangiamo, sia i nutrienti che ci offre sia se è commestibile. Per esempio il dolce dice al tuo cervello che stai assumendo carboidrati, quindi energia. Il tuo cervello ama l’energia, così come tu ami i sapori dolci. Il salato ci dice che, ovviamente, c’è sale, importante per l’equilibrio idrico, l’acido indica la presenza di fermentazioni oppure di vitamine (come la vitamina C), l’umami per gli amminoacidi. E l’amaro? Sia la presenza di tossine che di sostanze “buone”, come i polifenoli (due esempi sono l’olio e naturalmente il vino rosso).

Allora come si fa a cucinare usando i 5 sapori fondamentali?
Salato
Il sale, come ben sapete, è un esaltatore di sapidità e fa emergere tutti i sapori e profumi del piatto, anche quelli presenti in dosi basse. Inoltre contrasta l’amaro. Per aggiungere sapidità ai cibi non è indispensabile il sale: ottimi sostituti sono la salsa di soia, o formaggi, tipo Parmigiano Reggiano.
Il piatto è troppo salato? Basta diluire con acqua (se possibile), oppure aggiungere un tocco di dolcezza con un po’ di zucchero o miele oppure un aceto balsamico.

Dolce
Come il salato, dà profondità ai sapori e profumi. Il contrasto “dolce-salato” è uno dei più amati dal nostro cervello! Perché? E’ un segnale di doppia dose di energia ingerita.
La dolcezza smussa i cibi troppo acidi e amari.

Acido
Tutti abbiamo in mente la prima volta che abbiamo assaggiato un limone. Tuttavia una spruzzata di lime o di aceto può dare più vivacità alle nostre preparazioni.
Se avete aggiunto un po’ più di una spruzzata, beh, basta un pizzico di sale o qualche ingrediente dolce.

Amaro
Il più difficile da bilanciare perché ognuno ha una tolleranza diversa.
Troppo amaro? Aggiungi sale. Troppo dolce? Un tocco di amaro. Se siete dubbiosi pensate al Tiramisù, i Savoiardi inzuppati nel caffè e la spolverata di cacao finale attenuano la dolcezza della crema al mascarpone.
NB: Sapevi che siamo dubbiosi dei cibi amari perché ci siamo evoluti associandoli a piante non edibili?

Umami
Spesso confuso con il salato, è il sapore di carne, raggiunto con cotture lente oppure con la stagionatura. Quando pensate “probabilmente manca qualcosa”, probabilmente manca umami. Come aggiungerlo? Salsa di soia, brodo di carne, funghi o salsa di pomodoro.

Il segreto principale in cucina è bilanciare questi cinque sapori fondamentali, e Gianna da Ruos ci insegnerà come nell’ultima serata di Cookkato dedicata, appunto, ai contrasti in cucina!